Rinascimento Sacro è un blog-zine nato nel 2007 per promuovere le idee e i protagonisti del nuovo movimento liturgico auspicato dagli insegnamenti di S.S. Benedetto XVI, e per questo chiamato anche “movimento benedettiano”.
Rinascimento Sacro si occupa di Sacra Liturgia come fonte e culmine della Chiesa e come luogo in cui viene custodito lo ius divinum del culto dovuto a Dio. In questa prospettiva, solo nella Liturgia può avvenire l’unica ed autentica riforma della Chiesa, seguendo la mirabile ”ermeneutica della riforma nella continuità” che Sua Santità ha ricordato nel magistrale discorso alla Curia Romana del Dicembre 2005.
Ritrovare lo sviluppo organico della tradizione liturgica, dunque, sia attraverso una generosa diffusione della forma straordinaria del rito romano, come permesso dal Motu Proprio Summorum Pontificum, che attraverso la valutazione di una “riforma della riforma” per la forma ordinaria: ecco i due binari su cui Rinascimento Sacro muove la propria linea editoriale, ricevendo negli anni ampio riscontro da tutto il mondo.
Per contattarci: redazione@rinascimentosacro.org
«[...] Perché la recezione del Concilio, in grandi parti della Chiesa, finora si è svolta in modo così difficile? Ebbene, tutto dipende dalla giusta interpretazione del Concilio o – come diremmo oggi – dalla sua giusta ermeneutica, dalla giusta chiave di lettura e di applicazione.
I problemi della recezione sono nati dal fatto che due ermeneutiche contrarie si sono trovate a confronto e hanno litigato tra loro. L’una ha causato confusione, l’altra, silenziosamente ma sempre più visibilmente, ha portato frutti. Da una parte esiste un’interpretazione che vorrei chiamare “ermeneutica della discontinuità e della rottura”; essa non di rado si è potuta avvalere della simpatia dei mass-media, e anche di una parte della teologia moderna.
Dall’altra parte c’è l’”ermeneutica della riforma”, del rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino [...]». (Benedetto XVI – Discorso alla Curia romana, 22 Dicembre 2005)
***
«A questo punto forse è utile dire che anche oggi esistono visioni secondo le quali tutta la storia della Chiesa nel secondo millennio sarebbe stata un declino permanente; alcuni vedono il declino già subito dopo il Nuovo Testamento. In realtà, “Opera Christi non deficiunt, sed proficiunt”, le opere di Cristo non vanno indietro, ma progrediscono. Che cosa sarebbe la Chiesa senza la nuova spiritualità dei Cistercensi, dei Francescani e Domenicani, della spiritualità di santa Teresa d’Avila e di san Giovanni della Croce, e così via?
Anche oggi vale questa affermazione: “Opera Christi non deficiunt, sed proficiunt”, vanno avanti. San Bonaventura ci insegna l’insieme del necessario discernimento, anche severo, del realismo sobrio e dell’apertura a nuovi carismi donati da Cristo, nello Spirito Santo, alla sua Chiesa. E mentre si ripete questa idea del declino, c’è anche l’altra idea, questo “utopismo spiritualistico”, che si ripete.
Sappiamo, infatti, come dopo il Concilio Vaticano II alcuni erano convinti che tutto fosse nuovo, che ci fosse un’altra Chiesa, che la Chiesa pre-conciliare fosse finita e ne avremmo avuta un’altra, totalmente “altra”. Un utopismo anarchico! E grazie a Dio i timonieri saggi della barca di Pietro, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II, da una parte hanno difeso la novità del Concilio e dall’altra, nello stesso tempo, hanno difeso l’unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di Grazia». (Benedetto XVI - Udienza Generale, 10 marzo 2010)



0 Comments
You can be the first one to leave a comment.